Come un gatto in tangenziale

Commedia che fa ridere. Sembra facile, ma nel cinema italiano per due risate in croce bisogna portarsi le barzellette da casa. Non si rideva nel precedente film del regista, sempre con la coppia Albanese-Cortellesi, intitolato “Mamma o papà”: remake di una pellicola francese dove marito e moglie facevano a gara per non tenersi i figli (rabbrividite? per questo la storia non funziona nel paese delle mamme). Il regista prende spunto da una piccola vergogna autobiografica - pedinamento della figlia che amoreggiava con un ragazzo di periferia - e subito la sceneggiatura acquista vivacità e mordente. Peccato per il finale, moscio e benpensante (e forse non più autobiografico). I traduttori della comunità europea - vanno in confusione mentre cercano di rendere in altre lingue la frase “è tutto un magna magna” - mettono subito di buon umore. Antonio Albanese - già in un momento di grazia per via del brodo grigliata, lo sbadiglio di branzino e le lenticchie alla julienne scelte a una a una da vertigini altoatesine (le ricette di Alani Tonné sono uscite da Feltrinelli) - qui è perfetto. Fa parte di un “Think tank” - “tank” viene subito decifrato dalla borgata Cortellesi come “Tanica” - che si occupa di periferie anche se non le ha mai viste. Parla a bassa voce, ha una bella casa con salotto (alle pareti esclusivamente quadri con donne nude, sui mobili sculture con donne nude), una moglie separata che in Francia coltiva fiori di lavanda. “E altre piante officinali”, precisa Sonia Bergamasco con magnifico birignao alla Franca Valeri (Checco Zalone e il suo “Quo vado” ne hanno rivelato il talento comico: avanti così, o come Regina Madre in “Riccardo va all’inferno” di Roberta Torre). “i profumi rivelano il mio vissuto”, insiste la sciagurata in caftano bianco accarezzando le boccette, diretta verso le case popolari di Bastogi. Per i non romani, spiega un collega del think tank: “Scampia al confronto è un centro benessere”. Lì la tredicenne figlia ha trovato un coatto con i capelli mezzo rasati e lo chignon. Padre pregiudicato. Madre che sbarca a Capalbio con le zeppe. Zie gemelle e ladre.

Mariarosa Mancuso – Il Foglio, 30 dicembre 2017