Metafisica dell’Amélie pungente


Un racconto surreale, un testo provocatorio immerso in musiche estremamente raffinate: è questo il riassunto di una serata davvero particolare al teatro Grande, in compagnia della voce di Sonia Bergamasco, del pianoforte di Emanuele Arciuli, della musica di Claude Debussy e di Nicola Campogrande. «La Metafisica dei tubi» su testo di Amélie Nothomb è un melologo costruito con grandissima cura e ha un prologo sofisticato con tre Preludi dal Primo Libro di Claude Debussy, «La fanciulla dai capelli di lino», «LaCattedrale sommersa» e «Minstrels».
Un’introduzione pianistica adattissima per preparare alla seconda parte del melologo «La Metafisica dei tubi», con le parole che si adagiano letteralmente sulla musica di Campogrande: musica che, come lo stesso autore dice, si richiama a elementi liquidi, specialmente all’inizio dove si assiste a una specie di rivisitazione della Genesi, con sarcastici richiami a un inizio misterioso e primordiale della vita, intesa nel suo meccanismo più semplice, più basilare. Sono le prime fasi della vita di una bambina assolutamente diversa da tutto ciò che non solo i suoi genitori, ma anche coloro che li attorniano, hanno conosciuto finora: reazioni e relazioni tradizionali vi sono assolutamente bandite. Anche un tentativo di suicidio del «tubo», di questa creatura così anomala e refrattaria a tutto, viene addirittura equivocato.
La voce di Sonia Bergamasco si fa appassionata e a volte tagliente per pagine che assumono aspetti grotteschi, magari a tratti feroci ma maibanali. E intanto chiazze di colore costellano il racconto, chiazze musicali al pianoforte che si ricongiungono al testo parlato. E qui sta la bravura nonsolo dell’autore Nicola Campogrande ma anche dei due interpreti, attenti a non prendere il sopravvento di una parte sull’altra pur mantenendo ognuno l’efficacia. Il pubblico, che affollava la platea, era incantato da una prova così alta, su un testo molto difficile oltre e inconsueto. Nicola Campogrande alla fine ha ringraziato il pubblico e annunciato un bis quanto mai gradito, una canzone cantata da Sonia Bergamasco con raffinatissime armonie, alla Bruno Martino per intenderci.

Luigi Fertonani - Brescia oggi - 30 marzo 2017